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Tuareg
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I mwigTuareg (mwiwAFI: /tuˈareɡ/cite-ref-8[8]) o mwkqTuareghcite-ref-9[9], in italiano anche mwlgtuaricite-ref-10[10] sono un gruppo etnico, tradizionalmente mwmwnomade, stanziato lungo il mwnadeserto del Sahara (principalmente nel mwnqMali, mwngNiger e mwnwAlgeria, ma anche in mwoaLibia, mwoqBurkina Faso, e perfino nel mwogCiad dove sono chiamati mwowmwpaKinnin). La mwpqlingua tuareg (chiamata mwpgtamahaq, mwpwtamajeq o mwqatamasheq, a seconda dei parlanti) e le sue varietà sono dialetti del mwqqberbero.
Contents
• Storia
• Società
• Note
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Etimologia
Il nome "mwrqTwāreg" è di origine mwrgaraba: è un plurale arabo dalla parola mwrwTārgī, "abitante della Targa" (mwsaTārga in berbero significa "canale" e come toponimo indica il mwsqFezzan). I Tuareg non si designano con questo nome, ma semplicemente come mwsgKel tamahaq, cioè "coloro che parlano la tamahaq". Il termine arabo è di origine dialettale mwswmagrebina, poiché l'arabo classico non conosce il suono mwtag. Per questo, in ambito arabofono spesso questo nome viene "classicizzato" in mwtqTawāriq.
I Tuareg sono chiamati "il popolo blu" a causa del colore dei loro abiti tradizionali. Inoltre si crede che essi siano i discendenti dei Berberi originari del nord Africa. Alcune confederazioni di tribù Tuareg sono state islamizzate molto tardi, mentre altre hanno rappresentato uno dei componenti etnici storicamente influenti nell'espansione dell'Islam e delle credenze ad esso relative in nord Africa e in Spagna. Nonostante questo aspetto, alcune confederazioni tribali come gli Iuellemeden kel Dennegh o Dinnik e molte tribù nobili tra i Kel Air, gli Iuellemeden, i Kel Rhela, i Kel Fadey e tante altre, non hanno subito l'effetto dell'Islam sulle loro tradizioni e sulle credenze ancestrali. Anzi l'Islam ha rappresentato tra i Tuareg non un elemento unitario, bensì una componente concorrenziale su altre credenze religiose molto più antiche, all'interno di un quadro religioso molto complesso che lega l'ascetismo sia alle scuole del misticismo islamico, che alla cosmogonia antica, con influssi animisti, addirittura comprendenti una divinizzazione della natura. Per molti secoli l'Islam ha poco influito sul potere temporale della casta nobiliare e sulle tradizioni animiste e guerriere del codice tradizionale di molti tuareg. Al contrario l'Islam è stato più volte il grimaldello di alcune tribù per giustificare l'aggressione e la sottomissione di altre o per lanciare il jihad contro le tribù non convertite.
È noto come i francesi utilizzarono le istituzioni islamiche del Sahel e la casta tuareg degli Ineslemen per combattere le rivolte dei capi nobili tuareg che non volevano sottomettersi al colonialismo francese. Questo aspetto fu un elemento non trascurabile, dell'indebolimento definitivo della casta degli Imohaghen/Imajighen a vantaggio di quella degli Ineslemen (religiosi di fede islamica) in alcune confederazioni (Iuellemeden kel Dennegh/Dinnik e Kel Attaram). Alcune tribù nobili di queste confederazioni furono decimate dal fuoco francese, altre furono così perseguitate che si sciolsero e preferirono emigrare ad est verso l'Air. Il contrasto interno tra tribù nobili e religiose aveva origine proprio dalla volontà dei primi di far valere sui secondi il millenario codice tradizionale Tuaregh rispetto al Corano nelle decisioni di tipo giudiziario. Oggi nella quasi totale maggioranza i Tuareg si definiscono islamici pur avendo mantenuto tradizioni proprie ed un forte senso di spiritualismo ascetico ed animista nel loro pensiero religioso. La società dei Tuareg è storicamente composta da clan e caste in ognuna delle confederazioni politiche.
Religione
La mwugreligione che praticano è l'mwuwIslam, anche se vi è chi ha visto in diverse loro pratiche e leggende dei residui di un anteriore mwvaanimismo. L'epoca precisa di adozione dell'mwvqIslam è controversa, ma comunque risale a diversi secoli fa, quando gli ottomani riuscirono a invadere i loro territori e imporre la loro cultura alle popolazioni locali. Le donne hanno una libertà maggiore rispetto ad altre culture islamiche, potendo avere liberi rapporti sessuali prima o eventualmente dopo il matrimonio. Quando si verifica un divorzio, dal momento che le tende sono di proprietà della donna, l'ex-marito si ritrova senza un tetto e deve cercare ospitalità presso parenti di sesso femminile (madre, sorelle).cite-ref-11[11]
Tradizionalmente i Tuareg hanno ereditato il bagaglio della mitologia berbera e tra i reperti archeologici nell'aria del Maghreb sono stati rinvenute delle ossa dipinte con l'ocra. A fini sepolcrali erano da essi erette delle tombe megalitiche. Essi adottarono l'Islam nel settimo secolo durante il califfato degli mwwwOmayyadi e da allora ebbero un ruolo centrale nell'espansione della religione islamica della scuola mwxaMaliki del mwxqSunnismo. Non per questo la loro islamizzazione fu totale, conservando ancora elementi del loro passato pre-islamico sia per quanto riguarda le credenze che i riti.
Storia
Circa la storia più antica dei tuareg si sa poco di preciso. Forse sono collegati ai “mwzqGaramantes” delle fonti greche e romane. Ogni confederazione conserva tradizioni relative all'arrivo nelle sedi storiche. Spesso il progenitore ancestrale è una donna (per esempio mwzgTin Hinan presso i tuareg del Nord tra quarto e quinto secolo), e quasi sempre si ricorda la presenza anteriore di altre popolazioni (gli mwzwIsebeten, dalla lingua un po' diversa e dai modi più primitivi).
Comunque sia, per secoli i Tuareg sono vissuti come dominatori del deserto, esercitando l'allevamento, il commercio transahariano e la razzia, il che portava a frequenti scontri tra tribù. Oggi allevano mwaqdromedari e vivono in villaggi provvisori formati da tende.
Sottomessi (almeno nominalmente) dai Francesi intorno agli inizi del mwawNovecento, i Tuareg poterono mantenere a lungo i propri capi e le proprie tradizioni. Ma con la decolonizzazione videro il loro paese diviso fra molte nazioni moderne: Niger, Mali, Algeria, Libia e Burkina Faso, con la conseguente creazione di frontiere e di barriere che rendevano estremamente difficile, quando non impossibile, il modo di vita tradizionale basato sul nomadismo anche come conseguenza delle restrizioni nella circolazione. L'attrito con i governi al potere si fece sempre più forte e sfociò, negli mwbaanni novanta, in aperti scontri tra tuareg e i governi di mwbqMali e mwbgNiger; l'intervento militare, che a volte ha massacrato la popolazione di interi villaggi (Tchin Tabaraden, mwcaNiger, maggio 1990), ha causato la morte di molte persone; parte della popolazione dei Tuareg infatti richiedeva autonomia per la propria madrepatria. I negoziati di pace portarono al decentramento del potere politico degli stati interessati e all'integrazione dei Tuareg in essi e nei rispettivi eserciti.
Soprattutto nel nord del mwcgNiger esistono ancora oggi gruppi di guerriglieri Tuareg che portano avanti la lotta armata per l'indipendenza e l'autodeterminazione politica e culturale del proprio popolo. Uno dei gruppi più famosi è il Movimento dei Nigerini per la Giustizia (Mouvement des Nigériens pour la justice, MNJ), che, oltre alla libertà della gente Tuareg, richiede la democratizzazione della politica del mwdaNiger, la fine della repressione sul popolo Tuareg e la sua entrata nella politica decisionale nigerina, la liberazione dei propri prigionieri politici, la fine dello sfruttamento intensivo e colonialista del proprio popolo e delle proprie terre, una più equa ripartizione dei proventi che il governo di mwdqNiamey trae dalle miniere di uranio svendute alle multinazionali occidentali (come la francese mwdgAreva). Altro gruppo combattente è il Fronte delle Forze per il Risanamento (Front des forces de redressement, FFR). Il Fronte Patriottico del Niger (Front patriotique nigérien, NPF), altra formazione ribelle, ha già deposto le armi. Nuovi episodi di violenza si sono manifestati tra 2004 e 2007.
Società
• mwfwImajaghan (al nord: mwgaIhaggaren): gli appartenenti alle tribù mwgqnobili
• mwgwImghad (o mwhakel ulli "quelli delle capre"): i "tributari", gli appartenenti a tribù mwhqvassalle,
• mwhwIklan (singolare mwiaakli): gli schiavi domestici d'origine sub-sahariana (denominati anche mwiqBella in lingua songhay e mwiwBuzu in mwjalingua hausa).
I nobili, che costituiscono la casta più privilegiata, possiedono il monopolio delle armi e dei mwjgdromedari e sono riconosciuti come i tradizionali guerrieri; essi hanno ottenuto tale posizione attraverso la soggezione delle altre caste e la difesa delle proprietà, oltre ai tributi dei vassalli. Un aspetto tradizionale di questi nobili era la rigorosa mwjwendogamia praticata all'interno della medesima casta.
Sotto i nobili ci sono i vassalli, liberi e praticanti la pastorizia (non possono però possedere i dromedari) sia con il proprio bestiame sia con quello dei nobili ai quali originariamente pagavano un tributo annuale come obbligazione; questo monopolio nobiliare già nel medioevo ha conosciuto un indebolimento e la rottura quasi totale è avvenuta con la decolonizzazione, che ha portato ad una maggiore indipendenza dei vassalli da una parte e alla pratica di lavori intellettuali e bellici per i nobili ai quali son venuti meno una serie di diritti.
I Tuareg hanno anche ottenuto schiavi come tributi di guerra, soprattutto in Africa orientale, o ne hanno acquistati sul mercato: gli Iklan (Bellas in lingua songhaï, Bakin bouzou lingua haoussa). Anche tra gli schiavi esistono strati sociali regolati da leggi inerenti al patrimonio, ai matrimoni e al territorio; successivamente gli stessi schiavi hanno costituito una casta e hanno assimilato lingua e costumi dei nobili. I colonizzatori francesi hanno eliminato la tradizionale forma di schiavismo mentre hanno conservato la figura dello schiavo domestico per quelli che erano stati acquisiti prima della nuova legislazione. Ancora oggi, però, l'istituto della schiavitù continua ad esistere in alcuni dei territori sotto il controllo dei Tuareg.
Un ruolo a parte spetta poi a:
• mwlqIneslemen (= "i musulmani"): le tribù mwlgmarabuttiche, cui viene di norma affidata la gestione del mwlwsacro e del diritto musulmano.
• mwnwIghawellan (singolare mwoaEghawel) e mwoqIderfan (singolare mwogaderef; al nord conosciuti anche col nome arabo di mwowHarratin): antichi schiavi affrancati, al gradino inferiore degli uomini liberi ma in posizione superiore rispetto agli Iklan.
Con l'avvento della modernità, molte divisioni tradizionali sono oggi meno acute, se non del tutto scomparse, e in particolare gli "schiavi" non sono più tali, anche se spesso costituiscono, di fatto un personale a poco prezzo, al servizio dei loro antichi padroni.
• mwrgKel Ahaggar (Algeria)
• mwsaKel Ajjer (Algeria/Libia)
• mwsgKel Adagh (Nord del Mali)
• mwtaKel Ayr (Nord del Niger)
• Iwellemmeden dell'est (Kel Denneg, Niger)
• Iwellemmeden dell'ovest (Kel Ataram, Mali)
• mwuaKel Gres (sud del Niger)
• Tuareg della curva del Niger (Mali)
• Tuareg dell'Udalan (Burkina Faso)
Di norma le confederazioni hanno a capo un mwvaamenukal, mentre le tribù sono rette da un amghar. La successione è spesso, ma non sempre, mwvgmatrilineare.
I Tuareg praticano la mwwamonogamia, anche se secondo l'mwwqIslam qualunque individuo potrebbe mwwgavere più mogli. Il futuro marito porterà una mwwwdote composta da mwxadromedari alla famiglia della sposa. La mwxqtenda e il suo arredamento sono forniti alla coppia dalla famiglia della sposa; in caso di mwxgdivorzio la proprietà resterà alla moglie, mentre il marito si ritroverà senza tetto. Di norma, la coppia di sposi deve appartenere alla stessa casta. Le donne non portano il velo per mostrare la loro femminilità, a differenza degli uomini. Sia uomini che donne possono avere relazioni prima del matrimonio.
Les Touareg portent traditionnellement une sorte de long vêtement souvent nommé "boubou" (en étoffe de coton nommé "bazin"), et un [[chèche]] appelé aussi [[taguelmoust]] (tagelmust en berbère), ou encore "turban". Le chèche est une sorte de turban d'environ 4-5 mètres de long qui s'enroule sur la tête pour se protéger du soleil, du vent, de la pluie, du sable, du froid ...Traditionnellement, l'homme ne quitte jamais son turban. Il peut être de différentes couleurs, telles que rouge, jaune, vert, mais deux couleurs ont une signification spéciale. Le blanc est porté pour montrer un signe de respect, un jour particulier. Le chèche indigo est fait à partir de [[lin (plante)|lin]], souvent avec un tissage complexe. Il est porté les jours de fête (et les jours de froid car il est plus chaud que le chèche en coton). Sa teinture tend à déteindre la peau, donnant au targui le surnom d'''homme bleu''.
Usi e tradizioni
Ai Tuareg spetta il merito di aver introdotto l'utilizzo dei dromedari, animali resistenti, ideali per lunghi trasferimenti e utili fornitori di latte. Essi sono anche soprannominati "Uomini Blu", con riferimento alla tradizione degli uomini di coprirsi il capo ed il volto con un velo blu (la mwzqmwzgtagelmust), del cui colore rimangono alcune tracce sulla pelle. Gli uomini possono mangiare e bere in pubblico senza togliersi la tagelmust (il velo). Il velo è d'obbligo solo per gli uomini, mentre per le donne è necessario un velo che copra solo la testa. Usano in abbondanza i mwzwcosmetici, anche a scopo medico contro le malattie dell'apparato visivo. Tradizionalmente i bambini si rasavano la testa, mentre gli adulti, maschi e femmine, portavano i capelli lunghi e intrecciati, abitudine oggi quasi completamente scomparsa. Le donne curano l'estetica della pelle usando belletti e ocra rossa a scopo protettivo.
I Tuareg mantengono molti aspetti linguistici e culturali originari delle popolazioni berbere che popolano il Nordafrica dalla notte dei tempi. La lingua dei Tuareg, a differenza di quella dei mw0qBerberi del nord, ha un apporto trascurabile di prestiti dall'arabo. Inoltre i Tuareg hanno mantenuto fino ad oggi l'uso della scrittura tradizionale del Nordafrica, detta mw0gtifinagh, che discende da quella delle antiche iscrizioni libiche (I millennio a.C.). La cultura tradizionale dei Tuareg ha conservato numerosi miti antichi, in cui non è difficile scorgere un fondo preislamico, anche se in molti casi si osserva un'integrazione tra elementi antichi ed elementi più recenti, di origine arabo-islamica. Per esempio i miti della progenitrice mw0wTin Hinan, del dromedario mw1aFakrou, dell'eroe fondatore Amerolqis, dell'astuto Aligurran, ecc.
I tuareg condividono con i loro ospiti una delle loro usanze religiose per augurare ai viaggiatori che li hanno incontrati buona fortuna: la cerimonia del tè, conosciuta anche come il "tè nel (o del) deserto". La cerimonia comincia con la preparazione della bevanda: per queste popolazioni, infatti, il tè è un modo per elevare lo spirito e meditare. I Tuareg ritengono che il fischio della teiera che ribolle serva a calmare gli animi e rinfrescare la mente, facendo sincronizzare il proprio battito cardiaco e quello della teiera. Il tè viene preparato tre volte, ogni volta seguendo una ricetta e una preparazione diverse: la prima variante, piena di tè amaro e forte, è conosciuta come il "mw2atè della morte"; la seconda variante è composta da tè più dolce ma dal retrogusto amaro, ed è chiamata "mw2qtè della vita" ed infine la terza variante è preparata con tè molto dolce, dal gusto intenso e inebriante, il "mw2gtè dell'amore".
Con il tempo i Tuareg hanno adottato uno stile di vita più sedentario; ciò nonostante questo popolo è conosciuto anche per la particolarità delle loro abitazioni. Le loro tende vengono costruite durante la cerimonia nuziale e rappresentano metaforicamente l'estensione dell'unione tra i due individui; esse appartengono alla donna, ma sono poste presso il luogo di provenienza dell'uomo; dunque quella dei Tuareg è riconosciuta come società patrilocale e matrilineare.
Note
cite-note-11. mw4gmw4wmw5aPeople Cluster: Tuareg, su mw5qjoshuaproject.net. mw5gURL consultato il 9 febbraio 2025.
cite-note-22. mw6gmw6wmw7aCountry: Niger, su mw7qjoshuaproject.net. mw7gURL consultato il 9 febbraio 2025.
cite-note-33. mw8gmw8wmw9aCountry: Mali, su mw9qjoshuaproject.net. mw9gURL consultato il 9 febbraio 2025.
cite-note-44. mw-gmw-wmw-aCountry: Burkina Faso, su mw-qjoshuaproject.net. mw-gURL consultato il 9 febbraio 2025.
cite-note-55. mwaqimwaqmmwaqqCountry: Algeria, su mwaqujoshuaproject.net. mwaqyURL consultato il 9 febbraio 2025.
cite-note-66. mwaqomwaqsmwaqwCountry: Mauritania, su mwaq0joshuaproject.net. mwaq4URL consultato il 9 febbraio 2025.
cite-note-77. mwarimwarmmwarqCountry: Libya, su mwarujoshuaproject.net. mwaryURL consultato il 9 febbraio 2025.
cite-note-88. ↑ mwaromwarsLuciano Canepari, mwarwmwar0tuareg(h), in mwar4mwar8Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, mwasaISBNmwase 88-08-09344-1.
cite-note-99. ↑ citereftreccani-tuaregmwasymwascTuareg, in mwasgTreccani.it – mwaskVocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.; altre grafie attestate: mwasoTouareg (per esempio: Carlo Appoggi, mwassGlossario dei nomi e delle terminologie più in uso nei paesi abitati dai Touareg degli Azgher, compilato dal sottotenente C. A., Tripoli, Tipo-Litografia del Regio Comando Truppe Coloniali della Tripolitania, 1939; Detalmo Pirzio Biroli, mwas0Il Sahel: sopravvivenza, autosufficienza, sviluppo, restaurazione dell'ecosistema, Firenze, Sansoni, 1986, ISBN 88-383-0029-1 p. 262, 264, 266) e mwas8Twareg (per esempio: Costanzo Di Marzo, mwataI Twareg attraverso i loro proverbi, Napoli, Ciolfi, 1927 (estr. da mwateL'Africa italiana, N.S., anno 6, 15 pp.); mwatiGiorgio Raimondo Cardona, mwatmStoria universale della scrittura, Mondadori, 1986, p. 79 e mwatqpassim).
cite-note-1010. ↑ L'Algeria Antica e Moderna
cite-note-1111. ↑ Casajus 1987: 66-67.
Bibliografia
Fra i lavori scientifici:
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• Brugnatelli, V. (a cura di). mwaueFiabe del Sahara. Milano, 1995
• Castelli Gattinara, G.C., mwaumI tuareg attraverso la loro poesia orale. Roma, 1992
• Claudot-Hawad H. et Hawad, M., mwauuIl paese dilaniato. Torino, 1996
• Casajus, D., mwaucGens de parole, Paris, 2000
• Dragani, A., mwaukGiavellotti tifinagh. Poesia e poeti dei Tuareg del Sahara, Il Segnalibro, Torino, 2005
• Dragani, A. mwausInterno tuareg. Etnografia partecipativa dei poeti nomadi del Niger, Aracne, Roma, 2012.
• Dragani A., mwau0Rêve, sang et maladie. Biographies nocturnes et diurnes de poètes touaregs, Journal des Africanistes, 2016, 85 (1-2), pp.mwau4 358–375.
• Dragani A., mwavaPoétesses en marge. Un cas d'interdiction de la parole poétique féminine, Cahiers de littérature orale, 2016, n° 77-78, pp.mwave 111–142.
• Dragani A., mwavmAbbigliamento, concezioni estetiche e cambiamento sociale fra i Tuareg (Algeria, Mali e Niger), in: Giovanna Parodi da Passano (dir.), mwavqAfrican Power Dressing. Il corpo in gioco, Genova University Press, pp.mwavu 181–192, 2015.
• Susan J. Rasmussen, mwavcSpirit Possession and Personhood among the Kel Ewey Tuareg, 052102577X, 9780521025775, 0521470072, 9780521470070, 9780511521140, Cambridge University Press, 2006.
Fra le opere di divulgazione:
• Attilio Gaudio, mwavsUomini Blu. Firenze, 1993
• Elena Dak, mwav0La carovana del sale, Torino, 2007. CDA & Vivalda Editori.
Due volumi in italiano scritti da un Tuareg che narra la lotta del suo popolo:
• mwaweMano Dayak, mwawiSono nato con la sabbia negli occhi, Bologna, Editrice Missionaria Italiana, 2005 ISBN 88-307-1235-3.
• Mano Dayak, mwawuTuareg. Il popolo del deserto, Bologna, Editrice Missionaria Italiana, 2006 ISBN 88-307-1527-1.
Voci correlate
• mwawoAmenukal dei Kel Adagh
• mwawwAmenukal dell'Ahaggar
• mwaw4Amenukal dell'Azawagh
• mwaxaBattaglia di Tit
• mwaxiCalendario tuareg
• mwaxqCharles de Foucauld
• mwaxyCostellazioni tuareg
• mwaxgCronologia tuareg
• mwaxoDama tuareg
• mwax4Tin Hinan
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Tuareg
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiatuaregh, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Tuareg, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwayu(DE, EN) Sito ricco di immagini, suoni e video, su moula-moula.de. URL consultato il 23 maggio 2006 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).